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Notizie

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ZERO ROBOTICS competition 2013

zero-robotics-350pxLa sfida USA/EU fra team di studenti dei licei e degli istituti tecnici sulla programmazione di ROBOT SPAZIALI a basso costo: si dà il via alle preselezioni per la partecipazione a Zero Robotics 2013.

Torna l’appuntamento con Zero Robotics, la competizione internazionale organizzata dal Massachussetts Institute of Technology (MIT), dall’European Space Agency (ESA) e dal Politecnico di Torino. Oltre al Politecnico, fanno parte del comitato organizzatore italiano, il Center for Space Human Robotics dell'Istituto Italiano di Tecnologia a Torino, l’Università di Padova, l’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte, la Rete Robotica a Scuola e l’Agenzia Spaziale Italiana.

L’evento vedrà studenti europei e americani sfidarsi nella programmazione di piccoli robot spaziali (SPHERES, Synchronised Position Hold, Engage, Reorient, Experimental Satellites) che voleranno a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS).

Il torneo avrà termine a gennaio 2014 a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), dove i programmi dei gruppi vincitori saranno caricati ed eseguiti nei satelliti sotto l’attenta supervisione degli astronauti.

Qui a seguire i link del sito dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) con i dettagli sull’evento e di Geo Scienza, trasmissione di RAI3, durante cui viene presentato il progetto:

http://www.asi.it/it/news/zero_robotics_competition_2013

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-bc419a9f-a5c4-4c3f-9494-a16ab91e20b6.html

Ultimo aggiornamento Mercoledì 22 Maggio 2013

Le eccellenze della ricerca in mostra a Tokyo

italiadelfuturo

An innovative exhibition on some of the most significant Italian scientific and technological excellence is taking place in Tokyo from April 17 to May 17. Reliving the story of our celebrated past to look to our future; a journey through centuries of 'Italian genius' in every field of arts and knowledge, the discovery of the contribution of the major national research institutions which are constantly committed to building 'Italy of the future'. A country where the advancement of knowledge becomes a tool to improve the quality of everybody's life.

The event is promoted by the Italian Ministry of Foreign Affairs in cooperation with some of the most important Italian research institutions and universities: the National Research Council of Italy (CNR), the Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), the Italian Institute for Nuclear Physics (INFN), the Sant'Anna School of Advanced Studies of Pisa. The result is a comprehensive overview of the most important scientific and technological innovations pioneered by Italy at international level A fundamental incentive to promote a new perspective on our country: Italy is not only the 'cradle of civilization', but a country projected into a new future.

Sectors and Projects

The leading sectors represented include robotics, particle physics, medicine, transport, archaeology and conservation. “Zero-wash” fabrics and electronic sensors for the measurement of carbon-dioxide in bottles of wine, developed by the CNR, are displayed alongside the DustBot and Octopus robotic devices developed by the Biorobotics Institute of the Scuola Superiore San'Anna, as well as the iCub baby robot and the Hyq dog’s hydraulic paw developed by the IIT. A virtual station offers a chance to visit the national laboratories of the Gran Sasso and INFN, and an interactive exhibit reproduces the collision of particles. On display also are titanium jewels and paintings produced by the Milan Polytechnic.

For more information: http://www.italiadelfuturo.cnr.it/index.php/it/

Ultimo aggiornamento Venerdì 12 Aprile 2013

IIT Workshop - Cryo-techniques for electron microscopy

cryo-logo

Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) in collaboration with Leica Microsystems, organizes the first Cryo-techniques for electron microscopy Workshop, sponsored by Leica Microsystems, FEI Company and Diatome.

The aim of this workshop is to show, through lectures and practical courses, how to deal with cryo preparation methods for correlative light and electron microscopy (CLEM) and Electron Cryo-Microscopy with different types of specimens. Each day there will be lectures in the morning and practical sessions in the afternoon concerning the topics discussed in the morning.

The workshop, hosted by Liberato Manna (Director Nanochemistry Department, IIT), will take place in the laboratories of the Istituto Italiano di Tecnologia,  Via Morego 30, 16163 Genoa, Italy. The duration of this workshop will be 3 days: 3, 4 and 5th June 2013.

To register for the Workshop “Cryo-techniques for electron microscopy”, please fill the online registration form by May 3, 2013. For payment, please follow the instructions in the Payment Form.

For more information about the workshop please download the flyer (note: final version added May 3rd)

Ultimo aggiornamento Venerdì 03 Maggio 2013

Nuovi importanti sviluppi verso una retina artificial

human-eye-350pxIndividuato nuovo sostituto artificiale organico naturalmente sensibile alla luce. Si apre la strada alla sperimentazione per ottenere, nel futuro, una protesi per l’uomo.

Genova, 18 marzo 2013 - A gennaio 2011 i ricercatori dell’Istituto Italiano di Tecnologia mostravano un dispositivo fotovoltaico in grado di indurre la comunicazione tra neuroni in risposta alla luce. Oggi gli stessi ricercatori dimostrano la sua efficacia nel restituire la sensibilità alla luce a retine prive di fotorecettori, confermando la possibilità di avere, nel prossimo futuro, un sostituto artificiale organico della retina anche per l’uomo.

Lo studio, pubblicato sulla rivista internazionale Nature Photonics dal titolo “A polymer optoelectronic interface restores light sensitivity in blind rat retinas” (http://www.nature.com/nphoton/journal/vaop/ncurrent/full/nphoton.2013.34.html), è stato condotto dai ricercatori dell’Istituto Italiano di Tecnologia, in particolare del Dipartimento di Neuroscience and Brain Technologies (NBT) a Genova e del Center for Nano Science and Technology (CNST) presso il Politecnico di Milano, in collaborazione con l’Università dell’Aquila, l’Università di Genova e l’UO Oculistica dell’Ospedale S. Cuore - Don Calabria di Negrar (Verona) ed è finanziato dalla Fondazione Telethon.

La retina è composta dai fotorecettori neuronali, cioè neuroni chiamati coni e bastoncelli  capaci di captare i segnali luminosi e di trasformarli in segnali elettrici alle cellule gangliari della retina e quindi al cervello attraverso il nervo ottico. Nel loro studio, i ricercatori hanno utilizzato la retina di mammiferi in cui fosse presente una degenerazione dei fotorecettori, in modo da avere un modello sperimentale di alcune patologie degenerative della retina, quali la retinite pigmentosa o la degenerazione maculare. L’obiettivo è stato di sostituire i fotorecettori con un materiale sensibile alla luce, in grado di restituire la fotosensibilità della retina, adagiando la retina su uno strato di semiconduttore organico fotovoltaico.

“Rispetto alla miscela a due componenti usata due anni fa, il materiale è leggermente diverso”, spiega il Prof. Guglielmo Lanzani, Coordinatore del CNST dell’Istituto Italiano di Tecnologia e Professore al Politecnico di Milano, “Abbiamo, infatti, utilizzato un singolo materiale polimerico semiconduttore, più semplice e meno tossico per il tessuto biologico”.

Il materiale è un semiconduttore organico fotovoltaico, detto rr-P3HT, che a differenza dei materiali metallici, o a base di silicio, utilizzati finora per tali interfacce biotecnologiche, è soffice, leggero, flessibile e altamente biocompatibile, oltre che essere naturalmente sensibile alla luce visibile. L’effetto fotovoltaico che ne è alla base lo rende, poi, una protesi che non necessita di una sorgente elettrica esterna per funzionare.

“Il risultato che abbiamo raggiunto è fondamentale per procedere verso la realizzazione di una protesi retinica organica per l’uomo”, commenta il Prof. Fabio Benfenati, Direttore del Dipartimento di NBT dell’Istituto Italiano di Tecnologia, “Abbiamo dimostrato che il tessuto retinico degenerato nei fotorecettori, una volta a contatto con lo strato di semiconduttore, recupera la sua fotosensibilità a livelli di luminosità paragonabili alla luce diurna e genera segnali elettrici nel nervo ottico del tutto simili a quelli generati da retine normali”

Il dispositivo presenta, infine, il vantaggio di ottenere un effetto della stimolazione luminosa estremamente localizzato, riproducendo la risoluzione spaziale della retina. Il passo successivo sarà, quindi, l’applicazione di questo dispositivo a modelli animali di retinite pigmentosa per verificare, dopo l’impianto retinico, la sua efficacia nel recuperare la funzione visiva, la sua biocompatibilità e durata a lungo termine.

Ultimo aggiornamento Lunedì 25 Marzo 2013

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Spin your thesis!

spin-your-thesis-350pxCampagna Esa 2013 "Spin your thesis!", selezionato il gruppo dei Perfezionandi in Biorobotica

Quattro gruppi di Dottorandi scelti in tutta Europa, e di questi uno è composto da Perfezionandi in Biorobotica della Scuola Superiore Sant'Anna, che svolgono il proprio dottorato presso il Centro di Micro-BioRobotica dell'Istituto Italiano di Tecnologia a Pontedera: l'Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha selezionato fra numerosi concorrenti il team pisano per la realizzazione di esperimenti in regime di gravità alterata presso la “Large Diameter Centrifuge”, una strumentazione in grado di permettere la conduzione di esperimenti in condizioni di ipergravità, fino a 20 volte quella terrestre, il tutto nell'ambito della campagna 2013 “Spin Your Thesis!”

Il team sta portando avanti un progetto volto a valutare l'effetto della gravità e di altri stimoli fisici sull'accrescimento e sulla differenziazione di osteoblasti (precursori di cellule ossee). Della squadra fanno parte Attilio Marino e Antonella Rocca, sotto la supervisione di Gianni Ciofani, Barbara Mazzolai e Virgilio Mattoli, rispettivamente post-doc, coordinatore e team leader del centro IIT di Pontedera.

Gli esperimenti si svolgeranno in autunno presso l'ESTEC (European Space Research and Technology Centre) di Noordwijk, (Olanda), e potrebbero consentire una maggiore comprensione delle cause dei già noti effetti fisiologici e biologici che le alterazioni della forza di gravità comportano sugli organismi viventi.

Ultimo aggiornamento Lunedì 18 Marzo 2013