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Notizie

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Mind the Bridge Italy tour: dalle Startups al Venture Financing

L’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, in collaborazione con la Fondazione Mind the Bridge (MtB), ha dato il via al MtB Italy Tour Genova@IIT del 22 giugno 2011 con l’apertura ufficiale delle registrazioni a partire dal 1 giugno. Gli interessati a partecipare alla giornata di formazione sull’imprenditorialità nel settore tecnologico possono infatti registrarsi all’indirizzo www.iit.it/mtbtour entro il 18 giugno. 

L’evento vedrà il coinvolgimento di diverse personalità nell’ambito scientifico, imprenditoriale e finanziario. MtB Italy Tour Genova@IIT vuole infatti essere il punto di incontro tra i progetti imprenditoriali più interessanti e il mondo dei venture capitalist, capaci di dare un futuro alle idee di impresa più valide. È possibile, infatti, proporre entro il 18 giugno gli executive summary di nuovi progetti di start-up, che verranno valutati da un panel di esperti che selezionerà i quattro migliori per l’incontro con gli investitori in una “palestra d’impresa”.

L’agenda della giornata prevede due distinti momenti: la mattina sarà dedicata a seminari sugli elementi chiave per l’avvio di nuove attività imprenditoriali nel settore hi-tech, dalla stesura di business plan, al mercato dei capitali di rischio alle opportunità nella Silicon Valley; nel pomeriggio le quattro start-up selezionate presenteranno la loro idea innovativa davanti a un panel di esperti e investitori per ricevere un feedback costruttivo, seguendo la modalità dell’incubatore GYM gestito da MtB a San Francisco.

Frutta per un’energia ecologica

Mirtilli e arance rosse nelle nuove celle solari realizzate nei laboratori del CBN.

Il TG Leonardo della Rai, nella puntata del 25 aprile 2011, illustra la ricerca sviluppata dal Center for Biomolecular Nanotechnologies of IIT, dal CNR e dall’Università del Salento che adotta per le celle fotovoltaiche principi concorrenziali rispetto alla tecnologia al silicio, sfruttando frutta e verdura per ricavare energia dalla luce solare. http://bit.ly/tgleonardo

Ultimo aggiornamento Giovedì 09 Giugno 2011

Celebrating Italy's first 150 years

logo150UnitaItaliaIl 3 maggio 2011 l’IIT ha partecipato all’ evento per  l’anniversario dei 150 anni dell’Unità d’Italia organizzato dal Ministero degli Affari Esteri. Per saperne di più, visita il sito del Ministero degli Affari Esteri qui

Ultimo aggiornamento Lunedì 30 Maggio 2011

Dimostrata Una Base Genetica Comune Tra Epilessia e Autismo

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telethonComunicato Stampa - Human Molecular Genetics: Dimostrata Una Base Genetica Comune Tra Epilessia e Autismo

Identificato il ruolo del gene SYN1 nella predisposizione genetica alle due malattie, aprendo la strada alla ricerca di nuovi farmaci altamente selettivi

Genova, 14 aprile 2011 - E’ stato pubblicato su Human Molecular Genetics, tra le maggiori riviste internazionali dedicate allo studio della genetica molecolare, lo studio “SYN1 loss-of-function mutations in ASD and partial epilepsy cause impaired synaptic function”. Il lavoro, finanziato anche dalla Fondazione Telethon, è frutto di un'importante collaborazione internazionale tra i neurofisiologi dell’Istituto Italiano di Tecnologia e dell’Università di Genova coordinati dal prof. Fabio Benfenati e  i genetisti canadesi del Centre Hospitalier de l’Université de Montréal coordinati dal prof. Patrick Cossette.

I ricercatori hanno dimostrato il coinvolgimento del gene della Sinapsina-1 (SYN1) nell’epilessia e nell’autismo. Le mutazioni associate con l’epilessia e l’autismo modificano la capacità della sinapsina 1 di regolare il ciclo delle vescicole sinaptiche, organelli intracellulari che garantiscono la corretta comunicazione tra le cellule nervose liberando il neurotrasmettitore a livello delle sinapsi. Tali scoperte identificano per la prima volta forme di epilessia umana e autismo su base genetica con un difetto in una proteina delle vescicole sinaptiche.

Il gruppo di studio ha identificato una grave mutazione nel gene SYN1 presente sul cromosoma X nei membri di una famiglia franco-canadese affetti da epilessia associata ad autismo. Attraverso un’ulteriore analisi su pazienti affetti da autismo od epilessia, altre mutazioni dello stesso gene sono state identificate rispettivamente nel 1% dei pazienti autistici e nel 3,5% dei pazienti epilettici, dimostrando quanto SYN1 sia fondamentale nella predisposizione genetica alle due patologie.

«I risultati di questo studio – afferma il prof. Fabio Benfenati - sono fondamentali per due motivi. Il primo, perché dimostra che le due patologie hanno una base genetica comune. Il secondo, perché permette di ipotizzare che alla base delle due patologie ci sia un difetto dell’omeostasi sinaptica, cioè del mantenimento del corretto equilibrio tra neuroni che è alla base della regolazione dell’eccitabilità e dei processi cognitivi». 

 La Sinapsina-1 è una proteina che esercita complessi ruoli nello sviluppo neuronale, nella plasticità sinaptica e nella regolazione dell’equilibrio tra eccitazione ed inibizione a livello del sistema nervoso centrale. Il gruppo di ricerca ha inoltre scoperto che le mutazioni della Sinapsina-1 che causano epilessia e/o autismo provocano alterazioni del rilascio di neurotrasmettitore con conseguente perdita del controllo tra eccitazione ed inibizione necessari per il corretto sviluppo e funzionamento cerebrale.

«I nostri dati hanno dimostrato - continua la dott.ssa Fassio, primo autore del lavoro - che difetti nella regolazione del ciclo delle vescicole sinaptiche possano essere un meccanismo molecolare comune alle due patologie, aprendo la strada alla possibilità di dirigere in questo senso la ricerca di nuovi approcci terapeutici».

Epilessia e autismo coesistono in circa il 20% dei pazienti e la identificazione di fattori genetici comuni consente di studiare i meccanismi molecolari coinvolti nello sviluppo di entrambe le patologie, passo necessario per poter sviluppare nuove terapie. Il periodo in cui compaiono le due patologie coincide con il periodo di sviluppo in cui si rimodellano i circuiti neuronali in base all’esperienza e ciò suggerisce un possibile meccanismo comune alla base delle due malattie. Sia le crisi epilettiche che i difetti comportamentali dell’autismo sono manifestazioni di anomalie presenti a livello dei circuiti corticali ed un ruolo emergente nella comprensione dei meccanismi molecolari alla base di epilessia e autismo è svolto da geni che codificano proteine coinvolte nello sviluppo delle cellule nervose e nella plasticità sinaptica.

«Era già stato osservato che quasi un terzo dei pazienti affetti da diverse forme di autismo viene colpito anche da attacchi epilettici e, viceversa, che nelle forme più gravi di epilessia associata a ritardo mentale, sono spesso presenti dei tratti autistici. - afferma il prof. Patrick Cossette - A conferma di questo, nella famiglia studiata, in tutti i maschi portatori della mutazione genetica in SYN1 era presente l’epilessia ma, spesso, erano presenti anche dei tratti tipici dei disturbi dell’apprendimento e del comportamento conformi ai Disturbi dello Spettro Autistico. In nostro lavoro individua una possibile causa alla base di questa correlazione».

Lo studio, al quale ha collaborato anche la prof. Flavia Valtorta dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, è stato possibile grazie ai finanziamenti della Fondazione Telethon e della Compagnia di San Paolo ed è stato sponsorizzato dal Programma Bilaterale Scientifico e Tecnologico Italy-Quebec del Ministero degli Esteri.

Dipartimento di Neuroscienze e Neurotecnologie

E’ la piattaforma di ricerca della Fondazione IIT, diretta dal Prof. Fabio Benfenati, rivolta allo studio della “plasticità neuronale”. Obiettivo del programma di ricerca del Dipartimento è la comprensione dei meccanismi di base che sottendono la trasmissione e la plasticità sinaptica con lo scopo di comprendere i cambiamenti nel flusso e nell’elaborazione delle informazioni coinvolte nelle funzioni cerebrali superiori, come l’apprendimento e la memoria. Altro obiettivo altrettanto importante è lo studio molecolare e cellulare avanzato di modelli appropriati delle malattie neurologiche che potrebbe portare a progressi significativi nel campo della prevenzione, patogenesi, diagnosi precoce e terapia delle malattie cerebrali (epilessia, autismo, Alzheimer, Parkinson, tossicodipendenze).

Istituto Italiano di tecnologia

L’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) è una Fondazione di diritto privato istituita congiuntamente dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e dal Ministero dell'Economia e Finanze, con l'obiettivo di promuovere l'eccellenza nella ricerca di base e in quella applicata e di favorire lo sviluppo del sistema economico nazionale. Delle circa 800 persone che lavorano presso l’IIT, circa 1/3 è rappresentato da stranieri provenienti da più di 30 paesi di tutto il mondo mentre circa 1/4 è costituito da “cervelli italiani rientrati”. Circa un altro 25% dello staff è rappresentato da giovani studenti di dottorato.

La produzione di IIT vanta circa 60 brevetti e 2000 pubblicazioni. Nella sede di Genova collaborano dipartimenti di Robotica (Robotica, Cervello e Scienze Cognitive; Robotica Avanzata; TeleRobotica e Applicazioni), dipartimenti orientati alle scienze della vita (Neuroscienze e Tecnologie del Cervello, e D3) e facility di Nanochimica, Nanofisica, Nanostrutture e Computer Imaging. Dal 2009 l’attività scientifica è ulteriormente supportata da centri di ricerca presenti sul territorio nazionale (Torino, Milano, Trento, Parma, Pisa, Napoli, Lecce) che sviluppano le nuove piattaforme del piano scientifico 2009-2011.

Per ulteriori informazioni:

Ufficio stampa IIT - Weber Shandwick
Giovanna Giacalone, 02.57378353, Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Cristiana Ciofalo, 02.573783574, Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Ufficio stampa Telethon
Anna Maria Zaccheddu - 06 44015402, Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Matteo Marchese, 0644015394, Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Ultimo aggiornamento Martedì 10 Maggio 2011

Prima matrice neurale ad elettrodi in plastica

Biomaterials

Realizzata la prima matrice neurale ad elettrodi in plastica, capace di trasmettere gli impulsi elettrici neurali ed altamente compatibile con i tessuti umani.

Si apre la strada alla realizzazione di protesi neurali altamente biocompatibili, per il trattamento di patologie altamente invalidanti, quali la sordità e l’Alzheimer

Genova, 30 marzo 2011 – Il Dipartimento di Neuroscienze e Neurotecnologie dell’Istituto Italiano di Tecnologia è autore di un’importante scoperta, pubblicata su Biomaterials, tra le più importanti riviste dedicate alle scoperte nel campo delle scienze dei materiali compatibili con gli esseri viventi. Il lavoro, “Flexible, all-polymer microelectrode arrays for the capture of cardiac and neuronal signals”, coordinato dal dott. Axel Blau, del Dipartimento di Neuroscienze e Neurotecnologie dell’Iit, è stato realizzato grazie ad un’importante collaborazione internazionale dell’Istituto con alcune tra le maggiori strutture europee dedicate alla ricerca nel campo dei biomateriali, la Newcastle University Medical School e l’Università di Kaiserslautern in Germania.

Il Sistema Nervoso umano fa sì che sia possibile ricevere, riconoscere e trasmettere, sotto forma di impulso elettrico, tutti gli stimoli fisici e chimici provenienti dall'esterno e dall'interno dell’organismo. Ma, in alcuni casi, le strutture deputate a ricevere o trasmettere gli impulsi possono essere compromesse, come ad esempio nella sordità o nel caso di danni al tessuto cardiaco, necessitando quindi di protesi neurali capaci di sopperire a questa funzione.

Il gruppo di studio ha creato un prototipo innovativo di protesi neurale, chiamata Polymer Microelectrode Array (matrice polimerica ad elettrodi) o PolyMEA. Questa matrice, essendo prodotta con dei polimeri conduttori altamente biocompatibili, morbidi e flessibili, risulta essere particolarmente adatta ad essere impiantata in un ambiente come il corpo umano.
Fino ad oggi, le protesi neurali, utilizzate per raccogliere i segnali bioelettrici nei device quali pacemaker o impianti cerebrali profondi, sono state prodotte utilizzando metalli o polimeri inorganici, di consistenza dura e rigida. Ma questi devono essere impiantati in un ambiente morbido, quali i tessuti umani, e proprio questa caratteristica li rende poco biocompatibili ed è spesso causa di danni, quali infiammazione cronica e addirittura rigetto.

«Pensando ai polimeri, si immaginano dei materiali che isolano l’impulso elettrico – afferma il dott. Axel Blau – Oggi, invece, esistono dei polimeri capaci di trasportare i segnali elettrici quasi quanto i metalli, conduttori per eccellenza. Questo ha aperto la strada alla possibilità di creare dei neuroimpianti con una consistenza più simile a quella dei tessuti nei quali vengono impiantati. Inoltre, la combinazione di questo tipo di polimeri è molto meno costosa, rendendo il rapporto costobeneficio particolarmente soddisfacente, a totale vantaggio dei pazienti».

Oggi, il campo delle neuroprotesi è in continua crescita infatti, oltre che nei classici pacemaker o impianti cocleari (neuro protesi che inviano i segnali acustici al nervo uditivo), vengono utilizzati anche per correggere o alleviare i sintomi di gravi patologie quali il tremore nell’Alzheimer o le crisi epilettiche.

«Oltre ad essere molto più tollerati dai tessuti, questi polimeri conduttori sono anche compatibili con gli strumenti utilizzati nella diagnostica per immagini, quali la Risonanza Magnetica – afferma il prof. Fabio Benfenati, direttore del Dipartimento NBT – Al contrario degli impianti classici, in cui i metalli di cui sono fabbricati interferiscono con il segnale dell’apparecchiatura diagnostica o addirittura, nel caso di materiali ferromagnetici, sono assolutamente incompatibili con essa, il PolyMEA risolve questi problemi e permette al paziente di beneficiare di questo importantissimo vantaggio».

Dipartimento di Neuroscienze e Neurotecnologie

E’ la piattaforma di ricerca della Fondazione IIT, diretta dal Prof. Fabio Benfenati, rivolta allo studio della “plasticità neuronale”. Obiettivo del programma di ricerca del Dipartimento è la comprensione dei meccanismi di base che sottendono la trasmissione e la plasticità sinaptica con lo scopo di comprendere i cambiamenti nel flusso e nell’elaborazione delle informazioni coinvolte nelle funzioni cerebrali superiori, come l’apprendimento e la memoria. Altro obiettivo altrettanto importante è lo studio molecolare e cellulare avanzato di modelli appropriati delle malattie neurologiche che potrebbe portare a progressi significativi nel campo della prevenzione, patogenesi, diagnosi precoce e terapia delle malattie cerebrali (epilessia, autismo, Alzheimer, Parkinson, tossicodipendenze).

Istituto Italiano di Tecnologia (IIT)

Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) è una Fondazione di diritto privato istituita congiuntamente dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e dal Ministero dell'Economia e Finanze, con l'obiettivo di promuovere l'eccellenza nella ricerca di base e in quella applicata e di favorire lo sviluppo del sistema economico nazionale. Delle circa 800 persone che lavorano presso l’IIT, circa 1/3 è rappresentato da stranieri provenienti da più di 30 paesi di tutto il mondo mentre circa 1/4 è costituito da “cervelli italiani rientrati”. Circa un altro 25% dello staff è rappresentato da giovani studenti di dottorato. La produzione di IIT vanta circa 60 brevetti e 2000 pubblicazioni. Nella sede di Genova collaborano dipartimenti di Robotica (Robotica, Cervello e Scienze Cognitive; Robotica Avanzata; TeleRobotica e Applicazioni), dipartimenti orientati alle scienze della vita (Neuroscienze e Tecnologie del Cervello, e D3) e facility di Nanochimica, Nanofisica, Nanostrutture e Computer Imaging. Dal 2009 l’attività scientifica è ulteriormente supportata da centri di ricerca presenti sul territorio nazionale (Torino, Milano, Trento, Parma, Pisa, Napoli, Lecce) che sviluppano le nuove piattaforme del piano scientifico 20092011.

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